martedì 20 settembre 2011

Volentieri pubblichiamo questa lettera di una viaggiatrice dell'estremo ponente ligure:


Caro lettore,
ho deciso di scrivere questa lettera per protestare, e dare voce, a quanto mi è accaduto assieme ad altre 20 persone,  sabato 17 settembre 2011. E’ la prima volta in 10 anni di viaggi che provo un tale rammarico per Trenitalia, nonostante i mille disguidi che tutti i pendolari conoscono ormai da tempo.
Mi trovavo sul treno n. 685, tratta Milano – Genova, arrivo previsto a Genova P. Principe per le ore 20.42 . Tutti i vagoni erano praticamente pieni, questo perché permetteva di arrivare a Genova prima  delle 21.00, orario in cui sarebbe poi partito lo sciopero di Trenitalia. Dopo circa un’ora di viaggio, erano le ore 19:30, il treno si è fermato nella stazione di Pavia con ritardo indefinito. Considerato che non ci è stato detto nulla dal personale viaggiante e dal controllore, in più persone ci siamo recate per chiedere informazioni, soprattutto in quanto avremmo poi dovuto prendere l’unico treno garantito delle ore 21:18 che da Genova arriva a Ventimiglia.
Il controllore ci ha informati che dal terminale poteva intuire già le nostre preoccupazioni, considerato che le persone che avrebbero dovuto prendere la stessa mia coincidenza erano circa una quarantina. Passa il tempo, e dopo circa 2 ore, orami in pieno sciopero, ripartiamo da Pavia per Genova.
Il controllore e gli assistenti di viaggio sono quindi spariti, scesi in stazione a Genova P. Principe non vi era ombra né di autobus sostitutivi, né del treno ic garantito delle ore 21:18, oramai partito.
Con il passare del tempo il gruppo si è dimezzato, molti infatti hanno preferito dormire in hotel o chiamare dei taxi per soluzioni di viaggio alternative, con le persone restanti ci siamo avviati verso la polizia ferroviaria per capire come organizzarci. La stessa Poliziotta, tra l’altro estremamente gentile, ha  capito la situazione ed ha provato a verificare, con alcuni colleghi di altre stazioni, la situazione, perché il colmo è che in Stazione a Genova P. Principe anche lei non è riuscita a rintracciare nessuno!
Alla fine, verso le 24:00 è apparso un regionale diretto a Ventimiglia, ma annunciato solo fino a Savona/Albenga che avrebbe potuto avvicinarci verso casa. Saliti tutti e 20 sul regionale abbiamo quindi sperato che ci portasse a destinazione. Il controllore di quest’ultimo treno è stato molto gentile, ha cercato di capire quante persone avrebbero avuto bisogno di eventuali taxi o autobus da Savona/Albenga, ma non ci ha poi più fatto sapere nulla. Alle 3.30 eravamo in Stazione ad Albenga ed il treno, diversamente da quanto ci era stato fatto capire, ha continuato la sua corsa.
Ricapitolando:
il mio viaggio è cominciato a Bologna  alle ore 17:53 con il freccia rossa per Milano Rogoredo, dove ho poi cambiato alle 19:16 per Genova P. Principe, ho quindi preso un regionale da Genova P.Principe alle 24:00 con arrivo ad Albenga alle ore 3.30 circa.  Totale ore viaggio 9:30 circa!!!!
Senza informazioni, assieme ad altre 20 persone circa, tra cui anziani e bambini.
Di tutta questa disavventura porto con me la disponibilità delle 20 persone con cui ho condiviso il viaggio. Abbiamo diviso acqua, panini, snack, ma la cooperazione è andata ben oltre ai beni di prima necessità, a chi come me doveva raggiungere l’estremo ponente ligure è stato offerto un posto letto da parenti ed amici degli altri passeggeri che abitavano in luoghi più vicini alla zona savonese.
Ringrazio quindi Trenitalia per avermi permesso di conoscere  delle persone tanto disponibili e riscoprire quei valori di reciprocità e di cooperazione che spesso si è pensati a credere non esistano più!!!! 
Beba Molinari

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